(Adnkronos) - Gli addetti del laboratorio, a loro volta, dopo aver analizzato le provette, inseriscono nel sistema informatico di laboratorio i dati del referto che, una volta validati, sono visibili al reparto richiedente. Gli accertamenti condotti dai carabinieri hanno permesso di appurare che i sanitari prescrivevano esami ematochimici a se stessi, genitori, figli, fratelli, suoceri e zii registrandoli nel sistema informatico come ricoverati e facendo ottenere prestazioni sanitarie senza dover corrispondere il ticket. Questo malcostume ha procurato ingenti danni economici alle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni nonché alle Aziende Usl umbre oltre che un ingiusto profitto ai destinatari delle prestazioni specialistiche. (segue)



