(Adnkronos) - Le accuse con le quali l'ex dipendente dell'Inps è stato oggi sottoposto alla misura degli arresti domiciliari vanno dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche alla falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici nonché alla concussione. In base a quanto scoperto dai Carabinieri, l'impiegato infedele si è avvalso in numerose circostanze della collaborazione di un complice, un disoccupato bolzanino con precedenti penali. Quest'ultimo aveva il compito di procacciare le persone che si potevano prestare alla causa: donne e uomini, sia italiani che stranieri, ovviamente senza lavoro, che tuttavia non erano nelle condizioni previste dalla legge per ottenere i previsti contributi previdenziali per la disoccupazione, anche in forma ridotta, agricola e di mobilità. A questi, in molti casi, è stato proposto di inoltrare la relativa istanza, che poi veniva inserita e trattata dal dipendente Inps compiacente. Il patto, come accertato dagli inquirenti per alcune posizioni, prevedeva da parte dei beneficiari il successivo versamento all'impiegato di circa il 70% di quanto indebitamente percepito, che ammonta ad una cifra fra i 4.000 e i 7.000 euro per ogni posizione. Il danno patrimoniale per l'ente previdenziale stimato dai Carabinieri si aggira intorno ai 150.000 euro. (segue)



