(Adnkronos) - "Ma il danno - aggiunge Ferlito - si verificherà in tutta Italia dove, a fronte di 104.409 ricorsi definiti, se ne registrano 298.221 ancora pendenti. Quanto ai "presunti risparmi", osserva ancora il presidente di Ance Sicilia, "il trasloco, l'affitto di una sede più grande a Palermo, l'acquisto di arredi e attrezzature, i costi di trasferta che le pubbliche amministrazioni dovranno sostenere per consentire ai loro legali di partecipare ai giudizi nel capoluogo regionale, il tardato incasso di spese e tributi per via del diluirsi negli anni dei giudizi di merito, l'aumento nel tempo degli interessi sugli indennizzi che le pubbliche amministrazioni dovranno pagare in caso di soccombenza: sono tutti fattori che vanificano il beneficio della chiusura della sede di Catania e anzi aumentano i costi pubblici". Per non parlare dei danni per cittadini e imprese, che "dovranno sobbarcarsi l'onere di pesanti trasferimenti e vedranno negarsi il loro diritto a difendersi in tempi ragionevoli di fronte a procedure amministrative ritenute irregolari o compromesse che invece potranno andare avanti indisturbate" conclude Ferlito. L'Ance Sicilia fa appello al governo regionale e ai parlamentari nazionali e regionali perché "si impegnino a contrastare in ogni modo la soppressione della sede di Catania del Tar, ad esercitare pressioni sul Capo dello Stato e sul governo nazionale per sostenere il suo mantenimento, e ad opporsi alla norma in sede di conversione parlamentare del decreto legge".



