(Adnkronos) - Moltissimi visitatori hanno poi lasciato il proprio commento nel libro delle Presenze allestito all'ingresso del Museo Antoniano: la maggioranza si è sentita immediatamente conquistata dalla restituzione delle fattezze mortali di questo Santo che si presenta proprio nella sua umanità. Per molti è stato invece uno choc, perché il volto si mostra molto distante dalla iconografia tradizionale con il quale frate Antonio è raffigurato: ieratico e idealizzato. Ma per tutti, un momento importante e suggestivo, di incontro tra scienza e fede, per dare un volto all'immaginario collettivo, ad un Santo che a distanza di oltre otto secoli è nel cuore di milioni di pellegrini in tutto il mondo. Tra tutte una frase affidata alle pagine di questo libro, riassumo l'intensità dei questa comunione di sguardi, tra gli uomini di oggi e l'uomo che Antonio fu, sette secoli fa: "Abbiamo cercato un mito; abbiamo trovato un uomo". Questa infatti è la ricostruzione forense del volto di frate Antonio, immagine tra le più vicine alla realtà mai realizzate in otto secoli di storia. Gli studiosi del Museo di Antropologia dell'Università di Padova in collaborazione con Arc-team Archaeology (Tn), Centro Studi Antoniani (Pd), Centro de Tecnologia da Informação "Renato Archer" e Laboratorio de Antropologia e Odontologia Forense (Brasile), sono infatti riusciti a risalire al vero volto del Santo sulla base dell'analisi morfometrica del calco del cranio conservato nella Basilica, realizzato durante la ricognizione del 1981. (segue)



