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Boom di car sharing in Europa, stimati 15 milioni di utenti al 2020

I dati emergono da un'analisi condotta da AlixPartners
domenica 22 settembre 2013
Boom di car sharing in Europa, stimati 15 milioni di utenti al 2020

3' di lettura

Roma, 16 set. - (Adnkronos) - Negli ultimi anni, tra le forme di mobilità eco-friendly, il car sharing ha vissuto in molti Paesi una continua crescita: in Germania la formula della condivisione dell'auto coinvolge quasi 200.000 utenti per oltre 5.500 vetture. In Europa a fine 2012 si sono serviti di questa variante dell'autonoleggio 800mila automobilisti che hanno condiviso 22.000 vetture e si stima che nel 2020 gli utenti raggiungeranno i 15 milioni e le vetture coinvolte saranno 240.000. Per contro, i numeri del mercato dell'auto elettrica, nonostante l'offerta di modelli in crescita, restano marginali a livello mondiale, frenati da elevati costi di acquisto, ridotta capacità di spesa degli automobilisti e carenza di infrastrutture. Questi i principali trend che emergono dall'analisi condotta a livello europeo da AlixPartners sul tema "Quali prospettive di sviluppo per la mobilità sostenibile e per l'auto elettrica", illustrati nel corso della manifestazione Missione Mobilità, promossa a Milano da Amoer (Associazione per una Mobilità Equa e Responsabile). In generale, la crescita dei sistemi di propulsione alternativi è continua, ma lenta, e resta aperta la battaglia tra le diverse tecnologie per la conquista del mercato dell'auto del futuro. La pressione normativa sulla riduzione delle emissioni di Co2 sta convergendo a livello internazionale, e per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti, i costruttori dovranno aumentare i costi di fabbricazione dei veicoli e, al contempo, ridurre peso e dimensioni degli stessi. Secondo lo studio, i costi aggiuntivi medi per passare da 130g/km a 95 g/km (obiettivo fissato in Europa per il 2020) potranno variare tra i 600 e i 1.200 euro per veicolo, a seconda delle tecnologie adottate. Tutti i costruttori hanno mostrato interesse per l'alimentazione elettrica, ma a frenare lo sviluppo del mercato è stata finora la domanda di spesa non in linea con i prodotti disponibili. La differenza di costo tra una vettura elettrica come l'Opel Ampera (listino modello base 46.000 euro, prima del recente annuncio della riduzione del prezzo) e una vettura del segmento D a benzina Euro 5 (prezzo medio netto 24.300 euro) resta ancora significativa (43%). A fronte di ciò, il 62,4% degli automobilisti non è disponibile a spendere più di 15.000 euro per una nuova vettura elettrica e solo il 18% ha una propensione alla spesa che supera i 20.000 euro. E' questa una delle chiavi di lettura dei numeri inferiori alle ottimistiche aspettative della prima ora: in Francia nel 2012 sono state immatricolate 6.067 auto a batteria, in Norvegia 3.883, in Germania 1.294. Numeri da capogiro, se si pensa alle complessive 524 vetture elettriche messe su strada in Italia nel 2012, l'80% delle quali peraltro acquistato da società di noleggio. Secondo lo studio, a diffondersi di più sono invece le modalità di trasporto alternative, più ecofriendly ed economiche: cresce il car sharing e aumentano le zone a traffico a limitato. In Italia il car sharing, in tre anni, ha visto una graduale, ma lenta crescita, che lo ha portato dai 17.900 utenti del 2009 ai 22.700 del 2011 e dai 6,1 (2009) ai 7,4 (2009) milioni di km percorsi. La stabile crescita dell'utilizzo di forme di mobilità urbana eco-friendly in Italia è anche determinata da un altro dato: anche per la particolare configurazione dei nostri centri storici, siamo il Paese con il maggior numero di città, ben 103, dotate di zone a traffico limitato; in Germania sono solo 43, nei Pesi Bassi 14, in Gran Bretagna 13, in Francia 6, in Belgio e Danimarca 3.