Roma, 14 giu. - (Adnkronos) - La base per lo smistamento della droga era lo scalo internazionale Leonardo da Vinci. Li' quattro lavoratori aeroportuali si erano organizzati come una vera e propria societa' di servizi per la ricezione e la successiva consegna della droga, proveniente dal Sud America, alle diverse bande criminali. La cocaina, stipata in valigie e borse, veniva infatti prelavata all'arrivo dagli stessi dipendenti (tre di Alitalia e uno di Adr) e portata fuori dall'aeroporto con vetture di servizio per eludere i controlli. La droga veniva poi spacciata in diverse zone della Capitale, soprattutto a San Basilio e Torre Maura. Tra i clienti dei dipendenti di Alitalia e Adr arrestati c'era anche l'organizzazione Romagnoli-Gallace. I promotori, Umberto Romagnoli, Angelo e Bruno Gallace, rifornivano periodicamente le note piazze di spaccio romane di Torre Maura e San Basilio, dove sentinelle, pusher e contabili provvedevano a garantirne il monopolio. Nel corso dell'operazione Caracas, condotta da Squadra Mobile di Roma e dal Gruppo della Guardia di Finanza di Fiumicino, con la collaborazione del commissariato polizia Fidene Serpentara, sono stati eseguiti 22 provvedimenti restrittivi. Alcune ordinanze nei confronti dei Gallace e dei Romagnoli sono state notificate in carcere, ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Roma, Renato Cortese, "dove si trovavano perche' arrestati a marzo durante un'altra operazione". "Durante le indagini, partite nel 2008-2009, sono stati sequestrati beni e ingenti quantitativi di droga", ha sottolineato Fabrizio Giaccone comandante del Gruppo Aeroporti della Gdf di Roma. (segue)



