(Adnkronos Salute) - Coccia spiega che l'associazione Cecos, che raggruppa i maggiori centri italiani, e' pronta "ad un confronto con le istituzioni per trovare una soluzione che interrompa viaggi della speranza verso centri esteri che non sempre danno garanzie di qualita' e affidabilita'". E non si tratta di difendere "le 'mamme nonne' - precisa - perche' oggi in Italia la richiesta viene maggiormente da donne operate alle ovaie che hanno perso la loro riserva ovarica". Sono sicuramente diversi i problemi da discutere su questo tema ma, conclude Coccia, "una condizione e' necessaria: che il dibattito sull'eterologa possa trovare uno spiraglio di confronto, perche' favorire la fecondazione eterologa significa promuovere solidarieta' e altruismo tra le persone. Siamo contro ogni forma di commercializzazione e siamo convinti che la gratuita' di un dono non puo' essere negata e le coppie sterili sentirsi discriminate".




