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Animali, il cibo per cani si vende soprattitto se piace al padrone

Si producono alimenti poco sostenibili con un forte impatto ambientale
domenica 28 aprile 2013
Animali, il cibo per cani si vende soprattitto se piace al padrone

3' di lettura

Roma, 23 apr. (Adnkronos) - La sostenibilita' non ha confini e si puo' applicare ad ogni aspetto e comportamento della nostra vita, anche quello che riguarda il nostro rapporto con gli animali domestici. A sostenerlo e' uno studio dell'Universita' dell'Illinois condotto da Kelly Swanson, ricercatrice di Scienze Animali in collaborazione con la Nutro Company, azienda produttrice di cibo per animali, dove si sostiene che l'attuale produzione di cibo per animali brucia energia e produce emissioni agli stessi livelli della produzione degli alimenti per gli esseri umani. La sostenibilita' e' la capacita' di soddisfare i bisogni presenti senza compromettere il futuro e se al centro dell'attenzione e' soprattutto l'impronta di Co2 rilasciata dalle attivita' umane, va egualmente tenuta in considerazione, come si afferma nello studio, anche per quanto riguarda gli aspetti nutrizionali. Nei cibi per animali l'attivita' di produzione e' fortemente connessa con l'allevamento del bestiame ed il sistema alimentare dell'uomo, questo avviene anche perche' i proprietari considerano i propri animali domestici come dei veri e propri componenti della famiglia e come tali devono godere delle cure e delle attenzioni che a questi ultimi devono essere riservate. Un atteggiamento culturale che fa si' che il cibo per animali prima di tutto deve piacere al padrone, a cominciare dalla confezione, praticamente identica a quella usata per il cibo umano, al colore ed all'aspetto dell'alimento, incluso l'odore che deve essere 'buono', secondo i parametri umani, naturalmente. Ed e' cosi' che il cibo per gli animali domestici, stiamo parlando in primo luogo di cani e gatti, secondo lo studio e' diventato praticamente simile a quello per gli umani. Si producono per l'alimentazione animale cibi ricchi di proteine, poveri di grassi, nutrienti e addirittura coloranti: una serie completa di ingredienti in concorrenza diretta con quelli necessari all'alimentazione umana e che per questo motivo proprio all'alimentazione umana vengono sottratti. Entro il 2050 la terra arrivera' a 9 miliardi di abitanti ed i problemi di sottoalimentazione e denutrizione assumeranno dimensioni catastrofiche, milioni di persone avranno a disposizione meno cibo e di qualita' inferiore a quello che viene garantito agli animali domestici che vivono nel Nord del Pianeta. Secondo lo studio e' arrivata l'ora di cambiare le cose, sostituire gli ingredienti attuali con nutrienti specifici la cui composizione base preveda l'uso di proteine vegetali e non animali. Ad esempio, sostiene lo studio, se si utilizzassero le proteine di soia, si userebbero meno acqua ed energia con un fabbisogno di combustibile fossile da 6 a 20 volte inferiore rispetto a quanto richiesto per quelle animali. L'industria mondiale degli alimenti per animali fattura 55 miliardi di dollari l'anno, se si convertisse verso produzioni piu' sostenibili, l'impatto sull'ambiente sarebbe significativo e addirittura porterebbe ad un miglioramento delle condizioni di vita degli animali domestici per i quali verrebbero prodotti alimenti piu' in linea con le loro esigenze nutrizionali. Un esempio per tutti, continua lo studio, e' il cibo per gatti. I felini non si autoregolano e sono attratti maggiormente da cibi con alto contenuto di grassi e proteine, da qui il problema dell'obesita' dei gatti domestici (ma anche i cani non ne sono immuni) che mangiano piu' di quanto dovrebbero cibi con contenuti proteici enormemente superiori alle loro capacita' di smaltimento. L'umanita' ricca ha nell'obesita' una delle sue principali cause di danni alla salute, cani e gatti non sono da meno.