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Mafia: Fuscagni, contrastare con forza infiltrazioni in Toscana

domenica 17 novembre 2013
Mafia: Fuscagni, contrastare con forza infiltrazioni in Toscana

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Firenze, 16 nov. - (Adnkronos) - "La mafia ormai e' un problema che riguarda, seppure con accenti diversi, tutte le regioni d'Italia, Toscana compresa. Noi dobbiamo passare dalla percezione alla consapevolezza piena, e dalla consapevolezza piena all'azione concordata per darci un'agenda concreta anche nella legislazione regionale. In piu' serve mobilitare tutti i cittadini toscani perche' si sentano parte in causa di una battaglia difficile ma comune". Cosi' Stefania Fuscagni introducendo il convegno "Mafie e amministrazioni locali" tenutosi stamani a Firenze presso l'auditorium del Consiglio regionale della Toscana. "Le infiltrazioni della criminalita' organizzata sono un fenomeno diffuso. Per contrastarle necessario prenderne coscienza e definire agenda condivisa", ha aggiunto Fuscagni. L'iniziativa, organizzata da Societa' Libera, associazione di cui Fuscagni e' presidente, ha registrato gli interventi di Ernesto Savona, professore presso l'Universita' Cattolica di Milano e direttore di Transcrime, Luigi De Sena, ex vicepresidente della Commissione Bicamerale Antimafia, dell'ex sindaco di Monasterace (Rc) Maria Carmela Lanzetta, di Jacopo Armini, primo cittadino di Monteroni d'Arbia (Si), paese sul cui territorio si trova la tenuta di Suvignano, il piu' grande bene confiscato alla mafia in Toscana, del prefetto di Firenze Luigi Varratta e di Giuseppe Quattrocchi, fino a pochi giorni fa procuratore della Repubblica di Firenze. "E' stata un'occasione di confronto importante su un tema che coinvolge il territorio nazionale - ha sottolineato Vincenzo Olita, direttore di Societa' Libera - Il contrasto alla criminalità organizzata passa necessariamente dalla presa di coscienza dell'esistenza del fenomeno e dal superamento degli equivoci e delle visioni ideologiche. Alla base un interrogativo: lo Stato e le sue articolazioni periferiche sono nelle condizioni di contrastare le nuove forme d'azione della criminalità organizzata? Un interrogativo su cui abbiamo chiamato a confrontarsi magistrati, accademici, e rappresentanti delle istituzioni".