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"Diritto al refrigerio", l'ultimo colpo di calore della sinistra

di Pietro Senaldivenerdì 26 giugno 2026
"Diritto al refrigerio", l'ultimo colpo di calore della sinistra

4' di lettura

Fa caldo, governo ladro. Le ultime frontiere dell’opposizione a Giorgia Meloni raggiungono vette che si pensavano inarrivabili. Ebbene sì, inutile nasconderlo, sono tempi di canicola. Lo sa bene Nicola Fratoianni. Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra ha girato un video dove agita vezzosamente un ventaglio, che plausibilmente avrà sottratto a un gay pride, e ha sentenziato: «Queste temperature folli sono colpa della destra, che se ne frega degli italiani che soffrono, se ne frega delle famiglie e degli anziani che non possono permettersi il condizionatore e neppure una vacanza». Il nuovo colonnello Edmondo Bernacca, comandante in sottocapo del Politburo del campo largo non fa prigionieri: «Il riscaldamento globale è colpa di una precisa scelta politica della destra», asserisce fratoiannamente. Seguono strampalati calcoli in base ai quali, secondo Avs, l’Italia nel 2025 sarebbe stato il Paese più colpito dall’arsura, con 4.597 morti attribuibili. Forse perché, nella Ue, siamo a Sud e siamo la nazione più popolosa? Ma qual è la fonte poi? E di che morti stiamo parlando?

Già perché, nel tentativo di utilizzare il caldo record per rilanciare l’allarme surriscaldamento globale e imputarlo al governo Meloni, nei giorni scorsi abbiamo assistito a bizzarre associazioni di pensiero. “Quaranta morti annegati per il caldo”, recitavano i titoli di stampa e tg. Ma da quando, sopra i 36 gradi, si rischia di morire annegati? Capita anche nel deserto del Sahara, per curiosità? Poi ti spiegano che no, sono morti indirette: fa caldo e la gente si butta nei fiumi anche se non sa nuotare. E dunque? Attribuire questi decessi al caldo sarebbe come sostenere che, se uno non sa sciare e si butta a cento all’ora giù da una pista nera, qualora morisse, sarebbe stato ucciso dalla neve? Insomma, la storia puzza di balla mediatica funzionale a una parte politica. Ci sono illustri precedenti, come quando, ai tempi del Covid, se avevi un incidente stradale mortale ti facevano il tampone e, qualora risultassi positivo, finivi tra quelli stroncati dal virus.

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Tranquilli comunque, l’accaldato parlamentare di Avs prevede l’imminente fine del ciclo del centrodestra e allora sì, scatta la promessa elettorale, una fanfaronata ciclopica, che tornerà a fare fresco, perché ai “climafreghisti” come ribattezza i politici del centrodestra, subentreranno loro, gli eco-ansiosi. I quali però avrebbero bisogno di ripassare la geopolitica. Risulta che i picchi record il termometro non li abbia registrati sotto il tacco di Giorgia Meloni, bensì in Francia, dove da quindici anni c’è un presidente di sinistra e il Front National, benché primo partito per distacco, non ha mai governato. Che dire poi di Londra?

Sotto il Big Ben in questi giorni si suda più che alla Garbatella, eppure al numero 10 di Downing Street ci sono i laburisti, o quel che resta di loro. Sarà poi per sfuggire alla canicola che, nella torrida Spagna, i collaboratori e famigliari del mai troppo osannato Pedro Sanchez stanno facendo a gara con le accuse di truffa per passare i loro giorni al fresco (delle patrie galere)? A questo proposito, Ilaria Salis invoca il diritto alla frescura; e davvero non si capisce allora perché si sia così agitata per lasciare l’Ungheria, che ambiva a garantirglielo a lungo...

Ma in questo inseguimento di corbellerie, poteva il Pd non correre dietro a Fratoianni? «Nel 2024 in Europa sono morte 63mila persone per il caldo estremo», recita il comunicato dem, legittimando il dubbio che il record buttato lì da Avs allora non spetti a noi; ergo «il ministro della Salute, Orazio Schillaci, non può limitarsi a convocare un tavolo sull’emergenza caldo». E cosa dovrebbe fare allora? «Governo negazionista, siamo a un’emergenza che investe la sicurezza nazionale», si va giù dritti; anche se l’emergenza riguarda per la verità tutta Europa, e Oltralpe è ben più grave che da noi...

Niente da fare, per gli scienziati del campo largo il caldo agisce come la nuvoletta di Fantozzi, si accanisce unicamente sul centrodestra italiano. E allora sì ammettiamolo: in realtà, se in Francia fa più caldo che da noi non è per colpa di Macron, ma perché Giorgia Meloni ci è andata ben due volte nel giro di una settimana. È lei la fattucchiera che tiene prigioniero l’Occidente con il suo sortilegio climatico: più caldo per tutti, perché gli italiani devono soffrire nello spirito, nelle tasche e nel corpo, e dove governa la sinistra, temperature da arrostire, come è evidente da Parigi a Madrid.

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Già perché, secondo i dem, quello attuale è «il governo più negazionista del clima che la storia ricordi». Peggio di Donald Trump, di Xi Jinping, degli indiani e dei russi, che inquinano come non ci fosse un domani. Ma niente, l’opposizione è Giorgia-centrica: l’Italia contribuisce per lo 0,7% all’inquinamento globale, tuttavia i super poteri della Meloni fanno sì che sia lei sola a far boccheggiare sette miliardi di persone. Che poi, è chiaro, dovessero andare al governo Fratoianni ed Elly Schlein, ci metteremmo il maglioncino tutti anche a metà luglio. Fa caldo sì, ma in ebollizione pare vadano più facilmente gli emisferi sinistri del cervello, e non basta un tuffo in acqua per portarli a temperatura normale. Chi si azzarda poi a tuffarsi a sinistra? Mica vogliono annegare di caldo...

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