“Jannik Sinner? Fondamentalmente è un bravo ragazzo. Una persona con grandi valori”. Racconta così alla Bbc Darren Cahill, il coach del 24enne di Sesto Pusteria che, dopo aver spaventato tutti al Roland Garros (con il crollo fisico contro Juan Manuel Cerundolo), è pronto a tornare sui campi di Wimbledon nel tentativo di inseguire il secondo successo di fila all’All England Club. Jannik vuole allungare su Carlos Alcaraz — ancora fermo per il problema al polso — ma davanti a lui ci saranno partite intense, soprattutto per il caldo che potrebbe procurargli fastidi fisici non indifferenti. Proprio quelli che Jannik non vuole, tanto da essersi fatto visitare al San Raffaele a Milano nelle passate settimane.
Intanto, nell’intervista al media inglese, il coach australiano ha provato a raccontarlo fuori dal campo, più che dentro: "Ha sempre il sorriso sulle labbra e ama divertirsi, scherzare con gli altri e far sentire bene chi gli sta intorno — lo ha dipinto Cahill — la persona che si vede in campo non è la stessa persona nella vita di tutti i giorni”. Un modo anche per spiegare perché Sinner sia arrivato fino al numero uno del mondo in poco tempo. Non solo tennis, ma anche gestione, equilibrio, e un ambiente che negli anni è stato costruito per non farlo mai ‘esplodere’ sotto pressione.
Jannik Sinner, la domanda lo travolge: "Stai mentendo"
Dopo i problemi del Roland Garros, Jannik Sinner è tornato in campo e lo ha fatto senza particolari problemi. Nel...In questo senso Cahill, assieme all’altro coach Simone Vagnozzi, è stato una figura centrale per la sua esperienza, calma, e soprattutto per la capacità di togliere rigidità nei momenti che contano davvero. Non solo schemi e tecnica, ma gestione quotidiana del giocatore. Il rapporto tra i due è diventato stretto al punto che Sinner ha provato a convincerlo a restare quando l’australiano aveva annunciato la volontà di chiudere il suo percorso da allenatore a fine stagione. Un segnale chiaro di quanto il legame sia andato oltre il semplice lavoro in campo.




