(Adnkronos) - L'assunzione della binarietà, definita dall'artista stesso "come logica a due stati e come tecnica-processo strumentale per creare e indagare sperimentalmente il mondo formale attinente alla bidimensionalità" diviene nucleo fondante della sua ricerca teorica e operativa fino agli ultimi lavori del 2007 quando dichiara di essere giunto a uno stato conclusivo. L'artista non usa mai la macchina informatica per la produzione delle opere ma la logica binaria a essa inerente come processo logico-esecutivo; quindi il suo interesse non è per la tecnica ma per il pensiero che la sostiene. La vasta produzione artistica è spesso accompagnata da testi teorici presentati autonomamente o in occasione di esposizioni personali. Particolarmente interessante è la ricerca iniziata nei primissimi anni Settanta che riguarda la fotografia che pratica da sempre e di cui conosce i principali esponenti e sperimentatori storici delle avanguardie e del dopoguerra. Anche in questo caso Chiavacci è interessato alla logica del mezzo, al processo esecutivo della nascita dell'immagine fotografica, alla possibilità di intervenire sugli aspetti linguistici e alle capacità di astrazione dell'immagine. (segue)



