Roma, 17 nov. (Adnkronos) - "Da quando ho cominciato a studiare canto sognavo di interpretare questo ruolo, uno dei più belli di tutto il repertorio". Il sogno di una vita per Desirée Rancatore, il soprano palermitano che proprio a Palermo, da giovedì prossimo, sarà Violetta nella 'Traviata' di Giuseppe Verdi, l'opera che torna sul palcoscenico del Basile nell'ambito delle celebrazioni del bicentenario verdiano. Rancatore debutta in Italia, e proprio nella sua Palermo, nel ruolo di Violetta, dopo averlo cantato per la prima volta, nel gennaio scorso, a Montecarlo dove, afferma, "ho pianto molto dopo la prima prova: l'emozione è stata fortissima". "Di Violetta mi affascina tutto -aggiunge la cantante- la sua personalità, la sua dignità, il suo spirito di sacrificio. A queste emozioni ora si aggiungerà la felicità di cantare il ruolo a casa, nel teatro in cui sono cresciuta, l'amato Teatro Massimo di Palermo, dove ho cominciato a sognare di interpretare il ruolo di Violetta. Sarà un altro sogno che diventa realtà!". L'allestimento del capoluogo siciliano è quello del Teatro Regio di Torino e del Santa Fe Opera Festival, firmato dal celebre regista Laurent Pelly, che è stato definito dalla critica come sobrio, elegante, mai eccessivo, carico di sensualità non esibita. Accanto a Rancatore, ci saranno il tenore Stefano Secco nel ruolo di Alfredo e un altro palermitano, il baritono Vincenzo Taormina in quello di Giorgio Germont. Debutta sul podio del Massimo Matteo Beltrami, che completa così un cast di interpreti giovani. Un allestimento moderno ma filologicamente legato al testo di Alexandre Dumas al quale attinse Francesco Maria Piave per scrivere il libretto. Lo stesso regista spiega che i costumi, "ispirati all'Ottocento", potrebbero "essere indossati anche oggi". E la stessa Desirée Rancatore, nell'intervista pubblicata sul programma di sala del Teatro Massimo, afferma che "la 'Traviata' si presta a una visione moderna, è una storia molto forte -dice- che colpisce anche ai giorni nostri; capisco quindi perché a volte i registi la vogliano ambientare in un tempo più vicino a noi!". (segue)



