(Adnkronos) - A questo proposito i supremi giudici bacchettano il tribunale della liberta' reggino perche' "nonostante siffatte oggettive premesse ha limitato la sua pur meticolosa disamina alla sola circostanza della compatibilita' della detenzione carceraria interinale con lo stato di salute, per poi pervenire, all'esito di un faticosissimo iter procedimentale scandito da perizie e consulenze, ad un giudizio di compatibilita' ad avviso del collegio soltanto parziale e non esaustivo". Da qui la decisione di Piazza Cavour di disporre un nuovo esame davanti al Tribunale della liberta' di Reggio Calabria visto che "appare sottovalutato il dato essenziale dell'eta' del detenuto, ultra ottuagenario, e del pari sottovalutata appare la diagnosticata depressione, l'una e l'altra, nel quadro patologico accertato, complesso e grave, direttamente incidenti sulla normale tollerabilita' dello stato detentivo e verosimilmente cagione di una sofferenza aggiuntiva intollerabile per il nostro sistema costituzionale". La Cassazione conclude ricordando al giudice del successivo grado di giudizio che "la valutazione di compatibilita' detentiva deve essere particolarmente rigorosa quanto alla sussistenza di una situazione di pericolosita' e quanto alla sofferenza ulteriore che in un anziano puo' provocare lo stato di detenzione".



