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Cinema: Sorrentino a Cannes, no a paragoni tra 'Grande Bellezza' e 'Dolce Vita'

domenica 26 maggio 2013
Cinema: Sorrentino a Cannes, no a paragoni tra 'Grande Bellezza' e 'Dolce Vita'

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Cannes, 21 mag. (Adnkronos/Cinematografo.it) - Ha diviso la critica. Gli stranieri hanno apprezzato, gli italiani meno. E la cosa ha infastidito non poco Paolo Sorrentino & Co., sbarcati sulla Croisette per la presentazione alla stampa de La grande bellezza (che esce oggi in Italia), quinto film del regista napoletano - quinto anche a partecipare al Festival di Cannes - e quarta collaborazione con Toni Servillo: "Quattro doni", preferisce chiamarli l'attore. "Mi pento quasi di aver nobilitato i giornalisti di casa", chiosa con ironia Sorrentino, ma tanto basta a registrarne la stizza. La nobilitazione era passata da Jep Gambardella, cinico e disincantato reporter napoletano, un romanzo all'attivo (L'apparato umano) e una vita a Roma, dove si e' tuffato nella mondanita' tanto da diventare "il re dei mondani". "Jep, non riuscendo a fare al pari di Flaubert, il grande romanzo sul niente ha continuato a scrivere vivendo". Servillo dixit. Il problema e' che il grande nulla della capitale, il nulla raccolto in fondo alle feste, alle performance, all'arte-fuffa, al pari di quella bellezza vagheggiata, inseguita, mai afferrata (Servillo, citando Soldati, dice: "La bellezza quando la vedi scompare"), finisce che non rimane. Non ti lascia nulla. Ne' nella memoria, ne' sulla pelle. Tutto luccica e si scrosta e scompare in questo grande mosaico del nostro tempo, questo "mosaico fatto di tutte le ossessioni del presente, da quella per la decadenza al misticismo", lo definisce Carlo Verdone per la prima volta diretto da Paolo Sorrentino. Un mosaico che a molti ha fatto pensare a La dolce vita di Fellini, ma il regista precisa: "Quella era un'Italia diversa, ancora sotto gli effetti dopanti del dopoguerra e del boom. E il film di Fellini un capolavoro". E aggiunge Servillo: "E' come se quella balaustra dove si era mollmente poggiato Fellini per guardare Roma, fosse sparita. Cosi' Paolo ci e' caduto dentro". (segue)