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Scuola: Comitato Art.33, referendum Bologna non sia trasformato in guerra di religione

domenica 26 maggio 2013
Scuola: Comitato Art.33, referendum Bologna non sia trasformato in guerra di religione

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Bologna, 23 mag. - (Adnkronos) - "Vi scriviamo perche' sul nostro conto si continuano a dire cose inesatte, e in certi casi platealmente false, per trasformare un confronto sulla scuola in una guerra di religione". E' quanto scrive il Nuovo Comitato Articolo 33 in una lettera aperta ai sostenitori dell'opzione 'B' al referendum che si terra' domenica a Bologna sui fondi pubblici alle scuole d'infanzia private. "Vi scriviamo animati dalla volonta' di fare chiarezza e impedire alla propaganda di inquinare il libero e necessario confronto tra opinioni diverse nella nostra citta'" prosegue Articolo 33, ricordando di essere stati "definiti dalla controparte ideologici, statalisti, laicisti, e in buona sostanza nemici dei cattolici". "E' bene che sappiate che tra i promotori del referendum ci sono sia non credenti, sia cattolici, sia cristiani non cattolici, sia fedeli di altre religioni" chiarisce il Comitato sostenuto, infatti, anche dalla chiesa evangelica metodista, dal Centro di formazione e ricerca 'Don Lorenzo Milani - Scuola di Barbiana' e dal Comitato Salviamo la Costituzione, fondato dagli eredi politici di Giuseppe Dossetti. "Cio' che ci unisce quindi non e' alcuna guerra anti-religiosa, tanto meno nei confronti delle scuole paritarie a gestione privata, bensi' il desiderio di salvare la scuola pubblica - sottolineano i referendari - e salvaguardare un modello scolastico che sia inclusivo, pluralista e aperto a tutti senza distinzioni". Quello del 26 maggio "non e' un referendum sull'abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole paritarie private - concludono -non e' un referendum abrogativo, bensi' consultivo, con il quale si chiede di esprimere un'opinione, stabilendo una priorita' per lo stanziamento dei fondi comunali".