(Adnkronos) - "Se al posto dei capitali italiani - osserva Burresi - a sottoscrivesse l’aumento di capitale fosse un gruppo di finanzieri esteri, russi, cinesi o arabi, il Monte dei Paschi sarebbe in mano alla speculazione internazionale, dove il profitto degli investitori è totalmente slegato e in contrasto con le reali necessità del nostro territorio e dei dipendenti di Banca Mps. Condannando così Siena al declino e alla disoccupazione. Perché non pensare allora allo Stato come un possibile azionista di Banca Mps, essendo esso un soggetto capace di avere le risorse per sottoscrivere l’aumento di capitale? Perche' non pensare alla possibilità di siglare un patto tra lo Stato e la Fondazione Mps che le garantisca il mantenimento di una quota qualificata del Monte dei Paschi con il risultato di far restare a Siena la Banca? Non sarebbe per lo Stato questo il miglior investimento e la migliore garanzia di vedere rimborsato il debito di quasi 4 miliardi con Banca Mps?" "Lo Stato - conclude Burresi - avrebbe a disposizione tutti gli strumenti operativi per farlo e credo che le Istituzioni e la Fondazione Mps dovrebbero considerare di percorrere anche questa strada perché porterebbe una equa distribuzione dei benefici e degli oneri, posando fondamenta stabili per il rilancio della Banca: l’impresa più importante del nostro territorio e il terzo gruppo bancario del Paese".



