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Maltempo: Coldiretti Toscana, senza tregua meteo colture a rischio

domenica 24 marzo 2013
Maltempo: Coldiretti Toscana, senza tregua meteo colture a rischio

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Firenze, 18 mar. - (Adnkronos) - L'agricoltura toscana rischia di 'annegare'. Il prolungamento delle perturbazioni con piogge anche abbondanti e costanti, unite a casi di grandine e nubifragi, e abbassamenti imprevisti delle temperature stanno mandando in tilt l'agricoltura, gia' provata da un inverno rigido. Le abbondanti piogge che stanno cadendo in questi giorni in tutta la regione senza tregua hanno allagato centinaia e centinaia di ettari di terreni agricoli facendo salire la preoccupazione tra gli agricoltori. L'agricoltura, fa sapere Coldiretti Toscana, e' costretta ad uno stop forzato a causa delle grandi quantita' d'acqua che stanno rendendo impossibile qualsiasi tipo di pratica agricola. In Toscana sta succedendo esattamente il contrario di quanto accaduto nello stesso periodo dello scorso anno: "Di questi tempi - spiega Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana - ci trovavamo ad affrontare l'emergenza siccita' con tutte le sue conseguenze". A dare le proporzioni del fenomeno climatico i dati sulle precipitazioni: nel marzo 2012 (31 giorni) erano caduti complessivamente circa 20 millimetri di pioggia contro i 110 millimetri ed oltre della sola prima quindicina di marzo 2013. A preoccupare Coldiretti sono le previsioni per i prossimi giorni che potrebbero allungare i tempi per il ritorno alla normalita' e compromettere il futuro di alcune produzioni che stanno entrando nel vivo. Interi appezzamenti sono sommersi sotto 10-15 centimetri di acqua ed e' praticamente impossibile raccogliere gli ortaggi di stagione, cosi' come e' impossibile utilizzare i mezzi agricoli per preparare i terreni. In cima alla lista dei pensieri c'e' il settore cerealicolo (grano duro e tenero, mais, orzo) che in Toscana occupa oltre 115 mila ettari impegnando oltre 12mila aziende. Intere aree gia' seminate o pronte ad esserlo sono allagate: le situazioni piu' complicate nel Senese (soprattutto in Val di Chiana), nel Grossetano, nel Pisano e nel Livornese. (segue).