Perugia, 19 mar. (Adnkronos) - "Il Presidente della Corte dei Conti fa il suo mestiere, ma chi per mestiere fa l'amministratore nei Comuni dell'Umbria non puo' non rilevare che la fotografia della pubblica amministrazione che esce dalla sua relazione ha troppe sfumature di nero e poco bianco. La parola piu' pesante e' corruzione, un termine che ad un amministratore onesto mette i brividi, ma francamente non mi sembra (ne' i dati lo supportano) che da noi si stia diffondendo". Lo scrive il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, che nella nota si firma come presidente di Anci Umbria. " Comportamenti meno che cristallini sono possibili - ha aggiunto - ma la guardia e' sempre alta e la tradizione di buongoverno dei nostri Comuni aiuta. Non e' facile accettare la tesi che, se dopotutto le cose vanno benino, dipende dal fatto che in Umbria non ci sono grandi appalti". "Invecchiamento del personale, zero turnover, meccanismi gestionali spesso farraginosi? - aggiunge- Sono stati gli stessi Comuni a denunciare questi capitoli (negli ultimi 10 anni gli enti locali hanno visto ridurre i propri organici del 30%) e sono gli stessi Comuni a cercare, spesso da soli, i rimedi. Piuttosto, da anni ai Comuni sono tagliate le risorse per la spesa sociale, ed entrate finanziarie locali vendono indebitamente trattenute dallo Stato per coprire i propri debiti In ogni caso, la spesa corrente del sistema dei Comuni e' sotto controllo. I problemi del Paese in termini di spesa non nascono qui". "Il diffuso, da qualche anno clima di colpevolizzazione della pubblica amministrazione- conclude- spesso induce, anche all'interno della stessa, facili attacchi al bersaglio grosso. Cosi' non se ne esce. Equilibrio e' sempre il codice di comportamento da adottare in materie tanto delicate. L'onesta' di molti, nelle nostre amministrazioni, prevale di gran lunga, per fortuna, sui comportamenti meno virtuosi".




