Di processi mediatici, Massimo Lovati, se ne intende. Per mesi ha imperversato nelle tv a ogni ora del giorno e della sera in qualità di avvocato difensore di Andrea Sempio. E continua a farlo anche ora, dopo la sua sostituzione. Il pittoresco principe del Foro di Pavia sembra sempre un po’ la Sibilla della Lomellina: sull’inchiesta di Garlasco dice e non dice, ammicca, suggerisce, sussurra. Indirizza. E allora forse era inevitabile che per una volta si ritrovasse lui stesso in veste di imputato.
Ospite di Dritto e Rovescio, su Rete 4, il legale (peraltro sotto inchiesta con l'accusa di diffamazione nei confronti dei difensori di Alberto Stasi) cita addirittura un premio Nobel per la letteratura: «Quando uno dice la verità non gli credono. Luigi Pirandello disse a una signora che lo fermò per strada: “Maestro mi spieghi come si fa a farmi passare per pazza”. E Luigi Pirandello le disse: “Ma è semplice, basta che lei dica la verità, gli altri non le crederanno”».
In studio, il giornalista Carmelo Abbate (fermamente convinto dell’innocenza di Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi, che sta scontando 16 anni di carcere) lo attacca frontalmente: «E lei non l’ha mai detta la verità. Lei ha detto che le carte... Scusa, se un indagato deve essere interrogato e ha gli atti prima... Gli atti della difesa di Stasi. La relazione della società di investigazioni, la Linarello, lei aveva tutto». «Ma lo dici tu. Quali atti prima?», replica Lovati.
La causa relativa a Stasi non lo spaventa: «Si canta e si balla, io sono sportivo, sono capace di vincere, ma sono capace anche di perdere. Si canta e si balla, si piange, si ride. Vediamo come va a finire». «Alla faccia della macchinazione, cioè li avete fregati praticamente dopo il primo metro... - contesta ancora Abbate - Le carte che loro hanno presentato, chi gliele ha date Lovati? Le carte dell’indagine difensiva di Alberto Stasi, che loro hanno presentato...». «Ancora, ancora con questo... Ma non è una cosa che rileva. A me le ha date Gesù Cristo, cosa vuoi che ti dica?», è l’ironica risposta dell’avvocato, che per un secondo torna serio: «Siccome sono imputato di diffamazione mi difenderò nelle sedi opportune, io non posso anticipare niente». Almeno fino alla prossima ospitata.




