Roma, 20 mar. (Adnkronos) - "Via Giulia e' un unicum al mondo, perche' nata come un atto di volonta' di papa Della Rovere, non e' ne' un progetto urbanistico, ne' un insieme di architettura, ma un concetto costruito con degli edifici. Per questo non ammette l'inserimento di un volume architettonico moderno". Lo afferma all'Adnkronos lo storico dell'arte Claudio Strinati, commentando il progetto di costruzione di un edificio di 40mila metri cubi in Via Giulia a Roma, che prevede un albergo con urban center e parcheggio sotterraneo. "Non critico il progetto, che e' interessante -tiene a precisare Strinati- ma ritengo che Via Giulia non ammetta di per se' l'inserimento di un edificio moderno. Anche la teca dell'Ara Pacis e' un edificio moderno, ma in quel caso nasce in un contesto, quello di piazza Augusto Imperatore, gia' ripensato nel '900. Si puo' criticare, ma ha un senso, come ha un senso la cupola di Fuksas sul palazzo dell'Unione Militare, che rappresenta un elemento moderno con una nuova storicita', su un edificio antico con una diversa storicita'". "Costruire in Via Giulia, invece, ha scarso significato storico -prosegue l'ex soprintendente del Polo museale di Roma- perche' quella strada fu realizzata tutta insieme, costituisce un 'unicum' in quanto concetto costruito con edifici, e non ci autorizza a intervenire con delle novita'. Ecco perche' ho sottoscritto l'appello", conclude Strinati, tra gli intellettuali che hanno firmato la lettera-appello promossa dal nuovo Coordinamento per la tutela di via Giulia.




