(Adnkronos) - L'indagine condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Velletri, ha interessato entrambe le brutali aggressioni facendo emergere i vari punti di contatto. Importante il lavoro investigativo svolto utilizzando le tecniche piu' avanzate per poter rintracciare il cellulare rapinato alla seconda vittima. L'apparecchio e' stato rintracciato e trovato in possesso del cittadino marocchino Aziz Fadir di 35 anni, anche lui da tempo abitante ai castelli romani, amico del violentatore. Anche per lui sabato sera, si sono aperte le porte del carcere quando e' stato eseguito il fermo per il reato di ricettazione. Per giorni gli investigatori hanno studiato il comportamento dei due uomini, i quali erano soliti uscire di sera da soli, specie il sabato, girovagando fino all'alba e intrattenendosi in alcuni bar e locali di Velletri, ritrovi abituali di cittadini magrebini. Gli accertamenti effettuati dal Servizio della Polizia Scientifica sui campioni biologici prelevati sugli indumenti delle due donne, hanno evidenziato agli investigatori della Squadra Mobile, l'unicita' e la corrispondenza del profilo genetico dell'aggressore, con quello di Djebali. Il risultato delle analisi scientifiche unito agli elementi raccolti nel corso dell'indagine ha consentito agli uomini della Squadra Mobile di Roma di porre fine a quello che oramai era diventato l'incubo dei Castelli romani. Oggi il gip presso il Tribunale di Velletri ha convalidato i fermi eseguiti dalla Polizia Giudiziaria accogliendo le contestazioni formulate dalla Procura.




