(Adnkronos) - Dall'indagine, che ha interessato diverse citta' italiane (Pesaro, Urbino, Roma, Milano, Monza e Salerno) oltre alla Repubblica di San Marino e la Tunisia, sono emerse in particolare responsabilita' in capo a una associazione a delinquere capeggiata da un noto imprenditore locale nel settore del mobile, un commercialista pesarese, un avvocato salernitano con studio anche a Monza e altri sette complici. L'organizzazione, con ramificazioni in Tunisia e San Marino, sulla scorta di un articolato sistema societario, schermato anche mediante fiduciarie, utilizzava una societa' di comodo per simulare un enorme giro d'affari con l'estero; cio' consentiva di poter eseguire in Italia acquisti agevolati esenti IVA per milioni di euro in materie prime per la fabbricazione di componenti e semilavorati destinati ai piu' famosi costruttori di mobili del pesarese. Il bilancio della societa' di comodo veniva poi portato in pareggio attraverso l'utilizzo di fatture false emesse da due societa' salernitane. E' stato cosi' possibile accertare che nel corso degli ultimi anni sono stati sottratti al Fisco redditi per complessivi 89.000.000 euro ed emesse e utilizzate fatture false per 43.000.000. (segue)




