Libero logo

Libri, Maria Primerano in 'L'anello stregato di Mozart' suona le parole

domenica 24 marzo 2013
Libri, Maria Primerano in 'L'anello stregato di Mozart' suona le parole

3' di lettura

Roma, 21 mar. (Adnkronos) - Aggiungere creatività, gioco e ironia ad uomo come Mozart potrebbe apparire impresa impossibile. Ed invece Maria Primerano ci è riuscita nel suo 'L'anello stregato di Mozart', pubblicato da Tullio Pironti Editore. Medico cardiologo, pianista classica, concertista e giornalista, ha raccontato il genio precoce di Salisburgo attingendo al suo carteggio con la famiglia, che già gli appassionati del compositore conoscono bene, ma in modo davvero originale e con un linguaggio ricchissimo, accurato, fuori dal comune: la nomenclatura musicale si trasforma in parole-immagine che via via aiutano il lettore a scollarsi dal presente e aprire la porta del '700, accomodandosi per gustare a pieno Mozart, la sua comicità, sensualità e trasgressività, oltre alle corti e ai drappi di quel secolo fecondo. "E' un libro molto insolito, non è la classica biografia - racconta all'Adnkronos Primerano - ma è un divertissement, cioè un divertimento che attinge al carteggio mozartiano e fa un excursus molto divertente nel '700 sfruttando come in un teatrino il gioco delle bambole di carta, quelle bambole che negli anni '60 e '70 le bambine adoperavano adornandole di vestiti a loro piacimento. Ecco, in questo divertissement, io utilizzo queste piccole modelle vestendole e svestendole con tutti i personaggi della vita di Mozart", Nannerl, sua sorella o Leopold, suo padre e suo "manager", o Basle, sua cugina o ancora sua moglie Constanze. E i personaggi del suo '700: "Maria Teresa d'Austria, Maria Antonietta di Francia, e tanti altri, da Cagliostro a Da Ponte, 'tra i peti dei Re e le scorregge dei cantanti, tra le parrucche dei nobili e i loro pidocchi', come dice Mozart". Il titolo, L'anello stregato di Mozart' seduce anche per un aspetto in particolare, il sapore magico: "Perché stregato? Perché - spiega Primerano - si rifà ad una leggenda riportata da Stendhal nella vita di Mozart. E' la storia dell'anello stregato che il compositore portava al dito. "Un giorno, a Napoli, al Conservatorio della Pietà dei Turchini - scrive l'autrice nel libro - una luce infinita pervadeva la Chiesa....Un bambino era lì a suonare. Molta curiosità fra la gente, molti mormorii, le fantasie accendevano di non poco gli animi e le menti. Accadde, allora, che iniziò a circolare insistente una voce tra la tanta gente assemblatasi per ascoltarlo. Si diceva che Wolfgang era bravo perché al dito portava un anello meraviglioso, particolare, stregato! In effetti, quando il ragazzo arrivò e si sistemò a sonare, da quelle piccole mani rifulgeva una luce speciale che si spezzava...". Ed oggi, quel bellissimo anello, con una toppa di nove diamanti naturali, brilla sul mignolo destro di Maria Primerano che ha chiesto all'orafo del cinema Gerardo Sacco di ridisegnarlo per lei "perché questa stregoneria possa aiutare il libro nel suo iter". Un anello, racconta la scrittrice, che ha già "destato tantissima curiosità. Ho ricevuto lettere da persone che hanno persino pensato che avessi scritto su questo testo chissà quali stregonerie". Maria Primerano ha dedicato, in particolare, il suo libro a chi in questo momento è "meno fortunato", si trova in ospedale e "può trovare sollievo in una lettura così giocosa". In fondo, per la stessa cardiologa e musicista, scriverlo è stato un sollievo: "E' nato per mio gioco solitario - spiega - per combattere il tedio dell'attesa ed esorcizzare la morte...durante gli anni di lavoro come medico cardiologo all'oncologico...un divertissement personale, una psicoterapia, antidoto all'angoscia e balsamo per la sopravvivenza, compiuto inabissandomi tra i fogli, ossia le lettere, e naufragando tra le carte, ossia le partiture di Mozart".