(Adnkronos) - "Creando questa differenziazione possiamo centrare meglio l'attivita' di trattamento e la sorveglianza sul detenuto - aggiunge Pagano - Cercando anche di aprire quanto piu' possibile non solo gli spazi all'interno del carcere ma anche il tempo del loro utilizzo. Oggi, purtroppo, qualche istituto di pena al massimo concede le ore d'aria. Noi invece - sottolinea - vogliamo cercare di accentrare tutti i servizi, incominciando da quelle che sono le custodie attenuate per i detenuti a bassa pericolosita' e progressivamente adattarlo a tutti gli altri". "Se vogliamo salvare un detenuto dobbiamo prevenire. Uscire dalla logica 'custodiale', creando dei poliziotti penitenziari che coordinano e interaggiscono con le altre figure professionali presenti nel carcere". L'obiettivo e' "aprire le carceri" perche' "parlare di reinserimento sociale e non aprire le carceri e' evidente una contraddizione in termini". Questo processo di trasformazione prevede anche l'apertura alla stampa "in modo da diradare la nebbia che caratterizza le carceri". Tra i cambiamenti che saranno effettuati "la riorganizzazione dei circuiti anche attraverso lo spostamento dei detenuti valutando le singole situazioni che devono rispondere anche a principi di territorializzazione. Vogliamo creare un circolo virtuoso - rimarca il vice capo del Dap - Cercheremo di rispettare al massimo i diritti dei detenuti ma al contempo pensiamo anche alle condizioni del personale di polizia penitenziaria".




