Roma, 22 mar. - (Adnkronos) - I territori dei Parchi Nazionali hanno una capacità media di accumulo di anidride carbonica più marcata rispetto alla media nazionale: circa 5,1 tonnellate di carbonio in più per ogni ettaro di superficie. E alcune tipologie hanno caratteristiche di accumulo ancora superiori, a volte il doppio rispetto ad altre: si tratta di tipologie ampiamente presenti nei Parchi Nazionali che quindi contribuiscono al significativo accumulo di carbonio. A livello nazionale, i boschi di faggio contribuiscono per il 21% del carbonio totale stoccato, a fronte di una superficie totale occupata dagli stessi dell'11%. Se invece si considerano i territori dei Parchi Nazionali, i valori percentuali crescono sensibilmente: a fronte di un valore di superficie totale protetta occupata dai boschi di faggio pari al 27%, il contributo netto di Stock (quantità complessiva di carbonio immagazzinata nella biomassa viva e morta in una precisa area geografica in u determinato momento) è pari quasi al 45% del totale, segno che in queste aree è maggiore l'influenza di tali foreste. Il Parco nazionale della Sila mostra addirittura valori maggiori del 50% rispetto alla media grazie alla composizione tipica dei boschi dell'area che determina una maggiore capacità di assorbimento. Queste condizioni positive interne ai Parchi, non si replicano nelle aree limitrofe che si comportano sostanzialmente allo stesso modo di quelle più esterne con valori simili alle medie nazionali. In generale, le foreste italiane, come contenitori naturali di carbonio, svolgono un ruolo fondamentale nel raggiungimento dell'obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra su scala globale. Secondo i dati del Corpo Forestale dello Stato, il carbonio contenuto nel suolo delle foreste è di oltre 700 milioni di tonnellate, cifra che sottolinea l'importanza dei suoli forestali per la mitigazione dei cambiamenti climatici in atto. Il suolo forestale, infatti, svolge un ruolo fondamentale nello stoccaggio di carbonio organico, addirittura superiore a quello della parte epigea del bosco. La quantità di carbonio trattenuta nei tessuti, nei residui vegetali e nei suoli delle foreste, infatti, è pari a circa 1,2 miliardi di tonnellate di carbonio, corrispondenti a 4 miliardi di tonnellate di Co2. Il 58% di tutto il carbonio forestale è contenuto nel suolo, mentre quello accumulato dalla vegetazione arborea e arbustiva è il 38%. Il restante 4% è presente nella lettiera, nei residui vegetali e nel legno morto.




