Roma, 22 mar. - (Adnkronos) - Si riapre, per iniziativa della Corte d'Appello di Roma, il caso della bambina francese Luna Monnet che nel luglio del 2008, quando aveva 4 anni, ando' in coma dopo aver battuto la testa sulla scalinata dell'Altare della Patria. I giudici, su richiesta della Procura generale ed anche dei difensori del padre della bambina Julien Monnet, avvocati Michele e Alessandro Gentiloni Silverij, hanno disposto una perizia collegiale per dichiarare se, come ha sostenuto Julien Monnet, la bambina gli cadde accidentalmente mentre l'aveva in braccio, battendo una volta la testa ovvero se, come ha sostenuto la pubblica accusa, l'imputato che all'epoca faceva uso di psicofarmaci la fece sbattere piu' volte sui gradini dell'Altare. Per quei fatti la bimba fu ricoverata in coma all'ospedale del Bambino Gesu' mentre il padre fini' in carcere e poi sotto processo per tentativo di omicidio aggravato. Il 28 febbraio 2011 il Tribunale di Roma ha assolto Monnet perche' incapace di intendere e di volere al momento del fatto. Rientrato da tempo in Francia, Monnet ha fatto appello contro la sentenza per ottenere una piena assoluzione. Il 19 aprile prossimo la prima Corte d'Appello conferira' l'indagine medico legale ad una equipe di esperti. Monnet quando fu arrestato e portato a Regina Coeli fu costretto dal medico del carcere a subire un trattamento sanitario. Per questo fatto il dottore Rolando degli Angioli e' stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione mentre e' ancora in attesa di essere processato l'infermiere Luigi Di Paolo che con il medico costrinse Monnet a subire il trattamento.




