Libero logo

Musica: Pappano dirige a Santa Cecilia la 'Matthaeus Passion' di Bach

domenica 24 marzo 2013
Musica: Pappano dirige a Santa Cecilia la 'Matthaeus Passion' di Bach

2' di lettura

Roma, 22 mar. (Adnkronos) - La monumentale 'Passione secondo Matteo' BWV 244 di Johann Sebastian Bach torna nella stagione sinfonica dell'Accademia di Santa Cecilia, domani alle 18 con repliche lunedi' 25 (ore 20,30) e martedi' 26 marzo (ore 19,30). A dirigere l'Orchestra e il Coro della Fondazione lirica capitolina sara' Antonio Pappano, al suo debutto nella complessa partitura, considerata uno dei capolavori non solo della musica sacra, ma della musica occidentale di tutti i tempi. Il cast e' composto da Sally Matthews (soprano), Ann Hallenberg (contralto), Andrew Staples (Evangelista), Matthias Goerne (Cristo), Peter Mattei (basso). Il coro e' preparato da Ciro Visco. La 'Passione secondo Matteo', su libretto di Picander che utilizza i capitoli 26 e 27 del Vangelo di Matteo, fu scritta da Bach nel 1727, modificata successivamente nel 1729 e poi di nuovo, questa volta con l'aggiunta di due organi nella strumentazione, nel 1736. L'organico prevede le voci soliste, un doppio coro e una doppia orchestra. La struttura si basa sul testo evangelico, cantato dall'Evangelista attraverso un recitativo libero accompagnato soltanto da un basso continuo, inframmezzato da arie e cori su testi di Picander. Le arie sono cantate da vari solisti, accompagnati da un'ampia varieta' di strumenti, con una scrittura musicale estremamente complessa sia in termini melodici che di contrappunto, che raggiunge livelli di perfezione e bellezza ineguagliati in tutte le altre opere di Bach. Il pensiero teologico che guida Bach nella composizione e' quello protestante, che vede il punto di arrivo nella Crocifissione, senza alcun cenno alla Resurrezione. Sulla linea filosofica di Anselmo d'Aosta, che sostiene che la natura divina di Gesu' fosse necessaria per liberare l'uomo dal peccato originale, Bach diversifica i recitativi di Gesu' dagli altri, accompagnandoli sempre dall'intera sezione dei violini, con note lunghe che creano un suono pieno e appoggiato, tranne nell'invocazione finale 'Eli, Eli, lama sabachtani' ('Mio Dio, perche' mi hai abbandonato?'), quando c'e' solo il basso continuo. E il dolore espresso nell'opera fin dall'inizio, non e' per la morte di Cristo ma per il nostro essere peccatori. La 'Passione secondo Matteo' porto' nel 1829 alla riscoperta della straordinaria grandezza del suo autore, quando Felix Mendellsohn-Bartholdy la esegui' a Berlino. Prima di allora Bach era appannaggio dei soli addetti ai lavori, con scarsa diffusione tra il grande pubblico.