Roma, 22 mar. - (Adnkronos) - Sono oltre 400 villaggi in Cina dove l'inquinamento dovuto alla produzione industriale ha causato un'impennata delle vittime per tumore. Lo rende noto il ministero dell'Ambiente cinese insieme con una mappa dei "villaggi del cancro", mentre i dati sulla presenza di sostanze pericolose e metalli pesanti nel suolo e nell'acqua sono ancora secretati. Si tratta - fa sapere Greenpeace - di una cifra che supera la precedente stima stilata dalle associazioni ambientaliste, che avevano identificato un centinaio di villaggi a rischio. Il governo cinese ha ammesso per la prima volta l'esistenza dei cosiddetti "villaggi del cancro" lo scorso mese: si tratta di aree rurali pesantemente contaminate dagli scarichi delle industrie tessili che avvelenano i fiumi per produrre sempre più capi d'abbigliamento. Allo stesso tempo, il governo cinese ha promesso di impegnarsi in modo aperto e trasparente per affrontare il problema dell'inquinamento dell'acqua da sostanze tossiche. Per denunciare con forza il problema, Greenpeace pubblica oggi il documentario "Textile Towns in the Shadows of Pollution" (http://vimeo.com/62145439), che raccoglie le testimonianze di chi vive nei villaggi colpiti dall'inquinamento delle risorse idriche e lavora nelle fabbriche del tessile a diretto contatto con sostanze altamente pericolose. Già nel luglio 2011, Greenpeace aveva affrontato il problema degli inquinanti nell'industria tessile con la campagna "Detox" alla quale hanno finora aderito 17 marchi globali della moda, tra cui Benetton, Zara, Levi's e Victoria's Secret, che si sono impegnati a eliminare entro il 2020 le sostanze tossiche dalla loro filiera produttiva e dai prodotti e ad assicurare a chi vive in prossimità delle industrie tessili il diritto di conoscere esattamente quanto e cosa scaricano nell'ambiente queste fabbriche. Greenpeace ha lanciato una sfida analoga anche al mondo dell'alta moda, con la campagna "The Fashion Duel". In testa Valentino Fashion Group, l'unico brand a impegnarsi per raggiungere gli ambiziosi obiettivi Deforestazione Zero e Scarichi Zero nelle propria produzione. "Continueremo a denunciare le industrie che intossicano l'acqua del nostro Pianeta per assicurarci che le popolazioni del Sud del mondo abbiamo accesso a un diritto fondamentale, l'acqua pulita affinché la Giornata mondiale dell'acqua diventi una giornata di cui rammaricarsi e non da celebrare" - conclude Campione.




