(Adnkronos) - Quanto ai 70 milioni di euro di fatturato dello scorso anno, la cifra sale a 92 se si considerano le zone contigue di San Marino e dell'Emilia. a questi numeri vanno aggiunti i fatturati dei chioschi, veri testimonial dell'artigianalita' del prodotto, diffusi in ogni angolo della Romagna e il cui giro d'affari e' stimato in ulteriori 15/20 milioni di euro. Riguardo ai canali di acquisto del prodotto, il 76% avviene nella Grande distribuzione, il restante nell'Horeca. Guardando infine alle aree di vendita, la Piada si afferma come prodotto nazionale, con il 32% nel Nord-Est, il 31% nel Nord-Ovest, il 18% al Centro, il 19% al Sud. Presidente del Consorzio Elio Simoni in merito alla polemica uscita sui giornali di oggi da parte di Sloe Food Emilia Romagna, contraria al riconoscimento Igp per la Piadina:Per potersi fregiare dell'Igp la Piadina deve essere confezionata nelle sole zone di produzione stabilite dal Disciplinare, ma anche in questa vicenda non sono mancate le polemiche da parte di chi si e' opposto al riconoscimento. Non si e' fatta attendere pero' la replica del presidente Simoni. "Mi chiedo se chi ostacola il riconoscimento Igp della Piadina romagnola, a distanza di ben 11 anni, abbia ancora oggi compreso i termini della questione: che non riguarda la diatriba tra chioschi o produzione industriale, bensi' la salvaguardia di un prodotto nel suo territorio di origine" ha chiarito il presidente del Consorzio, rimarcando che l'obiettivo del disciplinare e' appunto "la tutela del territorio e della sua piadina" poiche' "fissa dei paletti rigidi e ben precisi sulla zona di produzione, gli ingredienti, la sua storia, i controlli e la commercializzazione". Insomma, ha concluso, "e' uno strumento di tutela che va a vantaggio di tutte le imprese del territorio, grandi e piccole".




