Roma, 23 mar. (Adnkronos) - La scomparsa di Antonio Manganelli lascia un "grande rimpianto", perche' il Capo della Polizia "e' stato un esempio". Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ha voluto ricordare la figura di Manganelli nel corso dei funerali, celebrati nella basilica romana di Santa MAria degli Angeli. Cancellieri ha espresso sentimenti di "profonda gratitudine" per Manganelli e lo ha salutato con queste parole: "Ciao, Antonio… grazie di cuore". "In questo momento di profonda commozione, sento il dovere di ricordare - a nome del Governo, del Ministero dell'Interno e mio personale - Antonio Manganelli. Ricordero' -ha detto- il Capo della Polizia, il collega, l'amico… ma soprattutto vorrei parlare dell'uomo. Non ripercorrero' la Sua carriera nei dettagli: una carriera bellissima, purtroppo non lunga quanto avremmo tutti voluto, una carriera brillante e densa delle piu' grandi soddisfazioni che un funzionario possa sperare o desiderare. "Sbirro", come lui amava definirsi, valente investigatore, con vasta esperienza dai sequestri di persona alla lotta alla mafia, dallo SCO al Servizio Centrale di Protezione, Questore di Palermo prima e di Napoli poi, Capo della Criminalpol e, infine, appassionato, generoso ed efficiente Capo della Polizia". Manganelli e' stato "un vero leader, unanimamente riconosciuto, e sempre un numero uno. Voglio ora riandare con la mente alle Sue qualita' umane, perche' non rimangano nascoste o sovrastate dalla statura del personaggio pubblico. Antonio -ha proseguito il ministro dell'Interno- aveva un carattere solare, aperto, pronto all'amicizia. Era un uomo che amava la vita". (segue)




