Milano, 23 mar. (Adnkronos) - Prosegue il contenzioso tra il teatro San Babila di Milano e il suo affittuario, la stessa parrocchia di San Babila. Quest'ultima ha deciso di incaricare i suoi legali di dare corso all'esecuzione immediata dello sfratto e non intende scendere a trattative con il direttore del teatro, Gennaro D'Avanzo, che all'Adnkronos annuncia: "Lunedi' depositeremo il ricorso in Cassazione". La sentenza della Corte d'Appello di Milano dello scorso gennaio aveva infatti decretato lo sfratto del teatro, ribaltando la sentenza di primo grado, e quattro giorni fa ne sono state pubblicate le motivazioni. Oltre al ricorso, i legali del teatro chiederanno alla Corte d'Appello di Milano la sospensione della "provvisoria esecutivita' della sentenza", in attesa del giudizio della cassazione. "C'e' una stagione da finire - spiega D'Avanzo - e non capisco perche' monsignor Gandini voglia il teatro libero subito". Le contromosse del direttore del San Babila, non finiscono qui: "Ho chiesto un incontro in Curia con monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura. Cosi', finalmente, ascoltera' anche il mio punto di vista". Nella sua richiesta di poter almeno finire la stagione teatrale (il termine e' il 3 giugno), D'Avanzo intende salvaguardare gli abbonati, le compagnie e i dipendenti. In una seconda lettera, la parrocchia, secondo quanto spiega il direttore, avrebbe accettato il rinvio dello sfratto solo in caso di rinuncia al ricorso. "Un comportamento inaccettabile. Paghiamo d'affitto - sostiene - circa 150mila euro all'anno". D'Avanzo andra' avanti nella sua battaglia:"Mi aspetta anche una stagione da programmare".




