Roma, 8 apr. (Adnkronos) - "E' stato un processo difficile per varie rappresentazioni da parte dei media dei fatti non cosi' come sono usciti dal processo. I mass media hanno influenzato l'opinione pubblica ". Con queste parole il pm Vincenzo Barba ha aperto la requisitoria nel processo per la morte di Stefano Cucchi, deceduto nel 2009 a una settimana dal suo arresto. "Clamori mediatici - ha sottolineato il pm - che non sono venuti fuori per volere del pubblico ministero. Chiediamo di astrarvi - ha detto Barba alla Corte - da quanto si e' scritto o detto e di concentrarvi su fatti, atti e perizie". Il pubblico ministero, nel corso della requisitoria, e' tornato sulla testimonianza di Samura Yaja, originario del Gambia, che era in stato di fermo nelle celle del tribunale di Roma insieme a Stefano Cucchi. Una testimonianza ritenuta "credibile". "Noi abbiamo dovuto fare una lotta impari - ha aggiunto- per difendere la nostra fonte di prova da un attacco politico e giornalistico, tutti volevano farsi grandi con la morte di Cucchi". "Fin dall'inizio - ha ribadito Barba - i pm hanno operato nell'ombra senza clamori mediatici emersi in seguito non certo per nostra volonta'. Abbiamo voluto dare massimo spazio a tutte le parti in causa, a tutte le loro richieste. Ma l'impatto mediatico e' divenuto sempre piu' invasivo, ci sono state ben due commissioni che hanno indagato contemporaneamente e con evidenti interferenze. Ci sono state svariate interrogazioni parlamentari fino a numerosi tentativi di depistaggio da parte di personaggi che noi abbiamo inserito nella lista testimoniale".



