Parliamo di immigrati (clandestini), tanto per cambiare. «Ne arrivano di meno perché ne muoiono di più in mare» è il commento lapidario e sbrigativo di Marianna Aprile co-conduttrice della trasmissione In Onda su La7 assieme a Luca Telese. La mimica assertiva della Aprile è di quelle che non lascia spazio a dubbi. La sa lunga lei. Insomma le parole della Aprile sono cassazione. Così è deciso, l’udienza è tolta.
Ora i dati del Ministero dell’Interno ci dicono che dal 1 gennaio al 25 agosto 2026 sono sbarcati in Italia 18.914 clandestini. Per semplicità facciamo cifra tonda: 19mila. Sempre nello stesso periodo (1 gennaio-25 agosto) ma del 2025 sono sbarcati sulle nostre coste 41.004 immigrati irregolari. Anche qui facciamo cifra tonda: 41mila. Se la matematica non è un’opinione, nei primi 237 giorni del 2026 sono sbarcati 22mila immigrati in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Seguendo la dottrina Aprile sarebbero quindi morti in mare più di 22mila persone. Mentre vedremo fra poco che i decessi accertati sono stati 914. Insomma se queste 22mila persone non fossero annegate nel Mediterraneo (e il non detto neppure troppo implicito è che il governo di Giorgia Meloni lascerebbe morire di proposito questi disperati pur di contenere il fenomeno) ecco che non vi sarebbe nessun miglioramento.
Non si comprende, nella logica sinistra, se l’eventuale maggior numero di immigrati sia una cosa da salutare con soddisfazione o meno. O meglio la si comprende. Comunque la risposta è, dipende da chi sta al governo.
DOPPIA MORALE
Se a Palazzo Chigi ci sta la destra si dice che Meloni non sa contenere un fenomeno che loro comunque salutano come positivo ed inevitabile se ci fosse la Schlein o Conte al governo. Direbbero che è positivo che arrivino stranieri disposti a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare. Tipo raccogliere pomodori a tre euro l’ora o votare Partito Democratico. Mi verrebbe da dire. Fatto sta che Fratelli d’Italia si è risentita. Pubblica un post e trova «curioso» il modo con cui «nei salotti TV della sinistra si prova a spiegare crollo degli sbarchi» associandolo ad un «fantomatico aumento delle morti in mare».
A corredo allega il video della Aprile seguito dai numeri ufficiali degli anni 2022 e 2025. Nel 2022 sono sbarcati 105.131 clandestini ed i decessi accertati sono stati 1.417. Mentre nel 2025 ne sono arrivati 66.316 con 1.330 morti. I morti non sono affatto aumentati.
Ma la Aprile rilancia. E in finale di un’altra puntata sfodera la percentuale della mortalità, come se stessimo parlando di una malattia infettiva. Mette cioè in relazione il numero di morti a quello degli sbarchi per provare in qualche modo ad uscirne vincitrice. Pubblica una slide dove sono riportati il numero degli sbarchi, il numero dei morti ed il tasso di mortalità dato dal rapporto fra morti e sbarchi. Tralasciamo un marchiano errore statistico relativo al 2024 dove si riporta un tasso di mortalità dell’1,63% contro un effettivo 2,63%. Ci può stare. Ciò che invece lascia sbigottiti è l’argomentazione secondo cui nel 2026 la situazione sarebbe peggiorata perché sono morte 914 persone (non 22mila come avrebbe voluto far credere la Aprile in una precedente trasmissione) a fronte di 18.545 sbarchi. Un tasso di mortalità di quasi il 5%. Più del doppio rispetto all’anno prima quando i morti sono stati 1.330.
SONO PERSONE
Ciò che sconcerta è che quando si contano i morti, questi si considerano in valore assoluto. Mica in percentuale. Sono gli uomini e le donne a morire. Non le frazioni. Seguendo questo bislacco modo di argomentare se nel 2026 avesse provato ad attraversare il Mediterraneo una sola persona e questa fosse morta, ecco che avremmo avuto un tasso di mortalità del 100%. E quindi sarebbe una situazione incommensurabilmente peggiore rispetto a quella attuale che di decessi ne vede 914 (con “solo” il 4,93% di mortalità).
Nell’epoca dei social dove le polemiche sopravvivono anche dopo la trasmissione in TV, la tentazione di avere l’ultima parola è forte soprattutto se quella trasmissione la si conduce. Solo che se non si ha ragione la toppa spesso finisce per essere peggiore del buco.




