Roma, 11 mar. - (Adnkronos) - "Il mio lavoro e' un omaggio all'italia e al Rinascimento, a grandi maestri come Leonardo, Michelangelo, Brunelleschi, Bramante, ma anche Piranesi. Erano prima di tutto artistiti e poi architetti. Disegnavano con la matita. E' quello che continuo a fare io, nonostante i computer". E' quanto ha dichiarato Daniel Libeskind, il grande architetto di origine polacca, diventato cittadino americano nel 1965, che ha presentato oggi, all'Ermanno Tedeschi Gallery al Portico d'Ottavia, la mostra 'Never Say the Eye is Rigid. Architectural Drawings of Daniel Libeslind'. Esposti sino al 30 aprile 52 disegni originali legati a 8 diversi progetti realizzati per la Germania, l'Italia, la Polonia, gli Stati Uniti e l'Inghilterra accanto ai lavori piu' rappresentativi del grande maestro. Il Museo ebraico di Berlino, il master Plan di Ground Zero, la Fiera di Milano, il Museo di Storia Militare di Dresda. Dopo Roma, l'esposizione viaggera' alla volta di Torino (settembre), Tel Aviv (novembre), per poi tornare a New York per un grande evento di chiusura. "La scelta di Roma, come prima tappa del mio tour -ha proseguito Libeslind- non e' casuale. Roma non e' una citta' come le altre. Rappresenta per l'architettura un simbolo assoluto, un punto di riferimento per tutti noi. Per la sua storia, le sue tradizioni, la sua cultura architettonica. Prima di essere architetti Michelangelo o Bramante erano artisti. Disegnavano su carta i loro progetti. Il disegno, il segno umano, il tratto calligrafico e' ancora alla base del nostro lavoro". (segue)




