Milano, 11 mar. (Adnkronos) - "E' opportuno interessarsi anche delle altre specie di animali selvatici facendo un'indagine e un ampio piano di monitoraggio per fare chiarezza sulle cause della contaminazione dei cinghiali in Valsesia e se il problema e' esteso solamente in quell'area. Ci vuole un quadro della situazione piu' ampio e dettagliato". Cosi' Aldo Grasselli, il segretario nazionale Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica interviene sulla questione dei cinghiali radioattivi della Valsesia, nel vercellese. "La possibilita' - spiega - che ci siano rischi per gli esseri umani e' remota. La percentuale dei cinghiali in cui sono state trovate tracce di cesio 137 e' bassa e le persone non si nutrono esclusivamente di carne di cinghiale. Ci sono dei controlli costanti anche su gli altri prodotti come ad esempio funghi e frutti di bosco".




