(Adnkronos) - Segnalazioni di irregolarita' circostanziate e mai anonime. Un cambio di mentalita'. Le gag di Carlo e Andrea Intanto a scuola si insegnano con il teatro i doveri del buon cittadino. Il canovaccio su cui si muove lo spettacolo, un dialogo a due dove naturalmente c'e' spazio ogni volta anche per l'improvvisazione, si spiega in poche righe. Carlo, che ha il volto e la mimica di Carlo Monni, evade dal carcere di Sollicciano e con il suo bel camicione a strisce e tanto di palla al piede, come in un fumetto, si rifugia in una scuola. Ma arriva un ufficiale in divisa: Andrea. Il giovane tenente della Guardia di Finanza non e' li' per l'evaso: e' venuto in classe per una lezione sul fisco. Ma Carlo, spaventato, non sa cosa fare e chiede a quel punto aiuto ai ragazzi. Racconta che gestiva un'osteria a Carmignano sulle colline medicee di Prato - "dopo Poggio a Caiano ma prima di Buriano, un posto decisamente fuori mano" - e che e' finito in carcere per una brutta storia di evasione fiscale orchestrata dal commercialista a sua insaputa. Si nasconde cosi' tra i ragazzi come uno studente ripetente e interrompe di continuo la lezione del tenente con buffi interventi. Ma anziche' confonderne la spiegazione, la rende alla fine piu' gustosa e diretta. Ed e' qui la forza dello spettacolo, che una gag dietro l'altra insegna ai ragazzi che senza tasse non potrebbero esserci tanti servizi, che e' giusto ridurre gli sprechi della pubblica amministrazione ma che non bisogna generalizzare, che la democrazia ha comunque i suoi costi e che se tutti pagassero - oggi almeno il 17,5% della ricchezza prodotta in Italia sfugge alla tassazione, "il doppio di una Finanziaria" si dice nello spettacolo - le tasse potrebbero anche diminuire. Una vera lezione (resa piu' lieve dal sorriso sulle labbra) che spazia dall'etimologia del fisco alla legge finanziaria, dalla mancanza del senso civico ai luoghi comuni su cui evade le tasse e le ultime frontiere dell'evasione. Alla fine Carlo l'evaso sara' smascherato. Ma non finira' in prigione. Il tenente, colpito dall'appeal del galeotto sui giovani e dalla recitazione a memoria di una serie di terzine della Divina Commedia di Dante, e' disposto a chiudere un occhio e lo ingaggera' infatti proprio per parlare di tasse agli studenti. Un gioco, l'ultimo, tra fiction teatrale e realta'.




