(Adnkronos) - L'allestimento e' essenziale, con pochi elementi scenici e c'e' estro e genialita' per i costumi. La regia pone l'accento sulla drammaturgia scenica e dosa con sapienza il comico e il drammatico creando un'immagine grottesca dal forte impatto visivo, da cui emergono irriconoscibili le tre attrici al pieno delle loro possibilita' espressive. "Il progetto parte dal desiderio di reinterpretare alcune delle piu' importanti favole di tutti i tempi mettendo al centro dell'analisi il mondo infantile come luogo di solitudine e di mancanza di risposte", ha spiegato Fabiana Iacozzilli. "Il punto di partenza del lavoro e' la mia infanzia - ha aggiunto la regista - il modo in cui da bambina ho vissuto l'incontro con il mondo fiabesco e con la potenza dei suoi simboli. Ricordo la mia incredibile paura di fronte alle immagini visive che le favole suscitavano in me e il mio totale smarrimento di fronte agli interrogativi che mi ponevo. Oggi, grazie al saggio 'Il mondo incantato' di B. Bettelheim, so che le favole sono fondamentali per il bambino -ha concluso Iacozzilli- perche' trasportano nella realta' dei significati nascosti e lo aiutano ad elaborare le proprie paure".




