(Adnkronos) - La nota della Farnesina ricostruisce le ultime tappe della controversa vicenda giuridica cominciata un anno fa, e che hanno portato alla determinazione di oggi. "All'indomani della sentenza del 18 gennaio 2013 della Corte Suprema indiana l'Italia ha proposto formalmente al Governo di New Delhi l'avvio di un dialogo bilaterale per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso, come suggerito dalla stessa Corte, la' dove richiamava l'ipotesi di una cooperazione tra Stati nella lotta alla pirateria, secondo quanto prevede la citata Convenzione Unclos". "Alla luce della mancata risposta dell'India alla richiesta italiana di attivare tali forme di cooperazione - precisa il ministero degli Esteri - Governo italiano ritiene che sussista una controversia con l'India avente ad oggetto le regole contenute nella predetta Convenzione e i principi generali di diritto internazionale applicabili alla vicenda". Girone e Latorre non sembrano stupiti dall'annuncio di potere restare in Italia anche oltre il 23 marzo, data di scadenza del permesso ottenuto per le elezioni: "Non avevamo dubbi, anzi avevamo prove dirette dell'impegno che lo Stato ha profuso in questi mesi nei nostri confronti". "E' una bellissima notizia - dice soddisfatto Giacomo Aiello, legale dei due maro' - perche' questo e' il modo giusto di affrontare la questione per la sua vera essenza, che riguarda il diritto internazionale". "In Italia sono cittadini liberi - precisa l'avvocato - non hanno alcuna restrizione o limitazione della liberta', anche se nei loro confronti c'e' un procedimento penale avviato dalla Procura di Roma per cui sarebbero indagati". (segue)




