Roma, 13 mar. (Adnkronos Salute) - La forma del cibo influisce sull'appetito e sulla quantita' di calorie ingerire. Pietanze piu' 'morbide', come le puree di verdure, le lasagne e i pomodori pelati, che vengono ingerite in grandi bocconi e sottoposti a pochi atti masticatori, hanno un tasso assunzione al minuto considerevolmente maggiore del cibo solido. Dunque, risulta meno appagante una porzione di pure' che la stessa quantita' di patate. Ecco spiegato perche' le pietanze consumate con piccoli morsi e masticate per lungo tempo aumentano il senso di sazieta' riducendo le quantita' di cibo assunte. A stabilire il legame tra l'aspetto di cio' che si mangia e le calorie assunte e' uno studio, pubblicato su 'Appetite', dei ricercatori del Centro di Ricerca Nestle' (Nrc), con la collaborazione dell'universita' di Wageningen (Paesi Bassi), che hanno analizzato la correlazione tra le caratteristiche di un pasto, il senso di sazieta' e, di conseguenza, l'assunzione di nutrienti e calorie. Lo studio ha dimostrato che i cibi piu' morbidi, ingeriti in grandi bocconi e sottoposti a pochi atti masticatori, hanno un tasso assunzione al minuto considerevolmente maggiore dei cibi solidi. Quindi e' meno appagante per l'appetito una porzione di pure' che viene masticata solo 27 volte contro la stessa quantita' di patate che necessita di 488 atti masticatori. I volontari che hanno mangiato verdure e bistecca hanno consumato il 10% in meno rispetto a quelli che hanno mangiato il passato di verdure e la bistecca in pezzi. Inoltre quest'ultimo pasto e' stato consumato il 20% piu' velocemente del primo per un equivalente di 10 grammi di cibo ingerito in piu' al minuto. Secondo Ciara'n Forde, ricercatore Nestle' che ha condotto il lavoro "questi studi ci danno la possibilita' di conoscere l'impatto che gli alimenti, nelle diverse forme, hanno sul comportamento alimentare, sul senso di sazieta' e sull'assunzione di cibo. Il nostro obiettivo finale e' aiutare i consumatori a raggiungera' la sazieta' ingerendo meno calorie". (segue)




