(Adnkronos) - "Nicholas amava l'Italia - dice Reg - Per essere un bambino di sette anni ne aveva vista molta, dalle Dolomiti e la scacchiera di Marostica fino a Paestum e Portofino. Aveva persino attraversato il Rubicone. Un giorno a Verona dopo aver visto tutti i luoghi principali, l'Arena, il Castello, la casa di Giulietta, mentre tornavamo in albergo gli chiesi 'Qual e' la cosa piu' bella che abbiamo fatto oggi?' Non ebbe un attimo di esitazione: 'Il pranzo da McDonald's', mi rispose. Solo all'incirca un anno dopo, il 29 settembre 1994, eravamo sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Sembrava come una qualsiasi altra strada importante d'Europa". "Il traffico era scarso e si procedeva velocemente - prosegue - La visibilita' era buona. Erano circa le 10 o le 10.30 di sera. Eravamo una famiglia di quattro persone provenienti dalla California in vacanza in Italia, e in procinto di recarsi in Sicilia. Io guidavo, mia moglie Maggie sonnecchiava accanto a me e i nostri due bambini, Nicholas ed Eleanor che allora aveva quattro anni, dormivano sul sedile posteriore. Mi ritrovai a pensare, come spesso mi accadeva in quei giorni, Come puo' qualcuno essere cosi' felice? Poco dopo lo sparo e la fine di Nicholas, aveva solo 8 anni, Passarono pochi istanti, poi Maggie disse, 'Ora che se n'e' andato, non dovremmo donare i suoi organi?'. "Si'," dissi, e quello fu tutto", conclude.




