Milano, 13 mar. (Adnkronos Salute) - I tagli alla sanita' incidono sulla capacita' di curare al meglio i pazienti. Ne sono convinti 8 oncologi su 10, che esprimono i loro timori attraverso un sondaggio condotto dall'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) fra oltre 500 specialisti soci. Al centro dell'indagine i farmaci biosimilari e in particolare i prodotti di ultima generazione, i biosimilari di anticorpi monoclonali. Tema delicato perche', precisano gli esperti oggi durante un incontro a Milano, "il loro arrivo puo' porre interrogativi sull'efficacia e sicurezza per i pazienti". Da qui l'idea di un sondaggio per 'testare' le conoscenze e le opinioni degli oncologi su questo fronte. Risultato: il 92% degli oncologi italiani utilizza farmaci biotecnologici per i propri pazienti, ma solo il 24% da' una definizione corretta dei biosimilari e il 75% li ritiene uguali al biotecnologico originatore. C'e' comunque cautela: per l'84% dei clinici la decisione sulla sostituibilita' tra biologico e biosimilare deve essere di esclusiva competenza dell'oncologo. Sempre molto sentito il tema dei tagli alla spesa sanitaria, che per 8 specialisti su 10 pesano sulla capacita' di curare al meglio i pazienti. Il 52% degli oncologi ritiene i biosimilari "una risorsa" ed e' convinto che "possano favorire il contenimento dei costi" - si parla anche di un "60-80%", sottolinea Stefano Cascinu, presidente dell'Aiom - anche se per il 39% e' piu' utile cercare i margini di risparmio in altre voci di spesa. "Gli oncologi sono preoccupati - spiega Cascinu - Lo sforzo dell'associazione e', pero', quello di capire il momento che sta attraversando l'Italia, e l'Europa in generale, sul fronte economico e offrire agli enti regolatori una collaborazione. Noi siamo disposti a ragionare, a verificare quali sono i farmaci da impiegare, ma non solo i farmaci. Noi abbiamo un grande gruppo di lavoro sul follow-up e i controlli strumentali, Tac e risonanze, un campo dove possiamo liberare delle risorse per poterle impiegare magari sulla spesa farmaceutica e riuscire anche qui a trattare sempre piu' pazienti". (segue)




