(Adnkronos) - In questo senso Ferrara sara' anche l'occasione per evidenziare come il recupero del patrimonio culturale passi attraverso un'ottica di sistema che, anche nel restauro dei grandi monumenti architettonici, coinvolge ed utilizza studi e competenze riguardanti la documentazione d'archivio, i beni mobili e persino un confronto con l'archeologia. La conservazione di opere d'arte e in particolare degli apparati decorativi dei complessi architettonici su cui si va ad operare e' uno dei temi centrali del restauro post-sisma, subito evidenziato dal primo intervento rilevante effettuato a L'Aquila, quello del soffitto ligneo di San Bernardino, cantiere pilota e sperimentale, anche per la sua apertura ai non addetti ai lavori. In parallelo, la documentazione d'archivio, complessivamente localizzata e geo-referenziata, diventa uno strumento fondamentale per le fasi di progettazione dei restauri di edifici vincolati pubblici e privati, cosi' come i beni archeologici, nella loro vulnerabile tenacia, pongono in evidenza questioni strettamente connesse al restauro tout court di murature e architetture, come rilevato da uno studio realizzato dalla Direzione Regionale in collaborazione con l'Istituto per le Tecnologie e le Costruzioni - Cnr dell'Aquila. E parallelamente un analogo studio sulla vulnerabilita' sismica degli immobili in consegna al Ministero dei Beni culturali in Abruzzo, realizzato da sei dipartimenti universitari, coordinato dalla Direzione Regionale e promosso insieme alla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle arti, l'Architettura e l'Arte contemporanee, presenta le sue risultanze, aprendo a riflessioni e stimolando interventi correttivi. Sara' dunque questa l'articolata esperienza che l'Abruzzo dei beni culturali presentera' a Ferrara, dialogando con l'altra regione che ha dovuto affrontare, ed affronta ancora, la convulsa fase che segue un evento catastrofico.




