Firenze, 14 mar. - (Adnkronos) - "Personalmente non lo ho mai consciuto. Sapevo di questa sua sensibilita' e apertura verso i poveri, e di un suo atteggiamento conservatore in dottrina", anche se "in lui prevale l'amore evangelico rispetto alla rigidita' della dottrina" e ha "una profonda umanita' che prevale su tutto il resto". Padre Ennio Brovedani e' un sacerdote gesuita, l'ultimo rimasto in Toscana ("il calo di vocazioni colpisce anche la Compagnia di Gesu"', spiega), e da 13 anni opera a Firenze come direttore dell'Istituto Stensen, un centro culturale molto attivo in citta', che organizza convegni, seminari e rassegne teatrali e cinematografiche. "E' molto significativo che un gesuita come papa Bergoglio, il primo della storia - ricorda padre Brovedani parlando con l'Adnkronos - abbia scelto il nome di Francesco, invece che di Ignazio. Lui coniuga poverta' e cultura, perche' sa che tutte le forme di poverta' e di emarginazione non si risolvono con i buoni sentimenti, ma richiedono riflessione, studio e cultura. Un nesso frutto di una lunga formazione gesuitica". Per il sacerdote gesuita fiorentino "tra gli aspetti piu' interessanti del carisma ignaziano credo ci sia il discernimento spirituale, ossia la capacita' di cogliere la volonta' di Dio nei monenti piu' oscuri e difficili. Vediamo - conclude padre Brovedani - se riuscira' a trasformare la chiesa".




