(Adnkronos) - All'incontro organizzato dall'associazione "Ius et Gestio" ha preso parte anche Federico Cafiero de Raho, procuratore aggiunto della Dda a Napoli proprio ieri nominato procuratore capo di Reggio Calabria. E' stata dunque anche l'occasione per tracciare a margine del dibattito anche un piccolo bilancio conclusivo della sua intensa attivita' napoletana: "I risultati straordinari conseguiti negli ultimi anni nel contrasto alla criminalita' organizzata - ha spiegato - hanno assicurato alla giustizia le 'articolazioni militari', ma abbiamo lasciato sostanzialmente inalterata la forza della camorra perche' la vera camorra, quella che crea pericolo alla societa' e' quella che si muove nell'economia, nelle pubbliche amministrazioni, nella politica. Proprio per questo - ha aggiunto Cafiero de Raho - l'aggressione ai patrimoni costituisce uno strumento fondamentale per contrastrare la criminalita' sul campo". Il programma dei lavori ha previsto numerosi interventi di saluto istituzionale: da quello di Antonio Bonajuto, presidente della Corte d'Appello di Napoli al presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi a Vittorio Martusciello, procuratore generale alla Corte d'Appello di Napoli. E ancora: Francesco Caia, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli; Vincenzo Moretta,presidente del Consiglio dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli e Geppino Fiorenza referente campano di "Libera". Francesco Menditto, procuratore capo della Repubblica a Lanciano nella sua relazione ha spiegato l'esperienza nell'ambito dell'aggressione ai beni dei clan nella sua procura, mentre Bruno D'Urso presidente agg. dell'ufficio Gip del Tribunale di Napoli ha relazionato sui compensi per le amministazioni dei beni confiscati. Raffaele Marino, procuratore aggiunto della Repubblica a Torre Annunziata partendo dal racconto sui possenti giri di usura nel Torrese ha spiegato quale sia l'importanza del contrasto ai patrimoni accumulati con le attivita' illecite.




