Trieste, 14 mar. - (Adnkronos) - Che il nuovo papa sia un confratello, secondo il parroco dell'unica parrocchia della Compagnia dei gesuiti rimasta in Friuli Venezia Giulia, Roberto Boroni, "e' un segno del Signore". "Io sono un povero gesuita - risponde all'Adnkronos il parroco della parrocchia del Sacro Cuore di Trieste, stupendosi per essere stato interpellato - come il confratello che e' stato fatto papa". "Il Signore - aggiunge il parroco - quando sei debole, allora ti fa forte della sua forza. Il Signore ha scelto come successore di Pietro un gesuita in un momento in cui la Compagnia di Gesu' sente di essere la minima Compagnia e sperimenta tutta la sua poverta', la sua debolezza", afferma, ricordando che nell'arco di 50 anni i gesuiti sono piu' che dimezzati nel mondo, passando da 36mila confratelli a nemmeno 18mila. "Se il Signore ha scelto Francesco e' perche' in umilta' e semplicita' debba servire e restaurare la sua Chiesa", prosegue il gesuita, che ricorda che umilta' e semplicita' sono i cardini della Compagnia dei gesuiti. "Il Signore sceglie in ogni momento storico - prosegue il parroco - un pontefice adatto alle circostanze. E suscita e crea attraverso questa scelta nuove vie da percorrere. La via nuova da percorrere - aggiunge - e' di mettere al centro il Signore, la fede, e servire cosi' tutti i popoli al di fuori di ogni compromesso". "Il nuovo papa - conclude il parroco - e' un uomo mite che non ama apparire, ma che e' molto deciso".




