Cagliari, 17 mar. - (Adnkronos) - "La Giara, un disteso tavolato basaltico in tutta la sua lunghezza cinge a nord, quasi a proteggerla, la Marmilla, una delle regioni geografiche e storiche piu' particolari della Sardegna, che sul piano morfologico si distingue per le sue ampie, aperte ed ubertose valli, punteggiate da dolci colline". La Giara puo' essere definita "l'altare piu' prezioso del Mediterraneo". La descrive cosi' Gianni Murgia, docente di Storia moderna dell'Universita' di Cagliari, presentando il libro di Fulvio Tocco, che racconta i misteri dell'altopiano, in un libro di 164 pagine, pubblicato da Carlo Delfino e in libreria dalla seconda decade di marzo. La Giara e' una "terra misteriosa, conosciuta fino a poco tempo fa quale oasi naturale di un'ancestrale razza di cavallini, fieri ed imprendibili, simbolo di liberta' e indipendenza, ma che muovendosi in piccoli branchi nel corso dei secoli hanno acquisito comportamenti di vita sociale sorprendenti, oggi, grazie a questo 'carme bucolico' di straordinaria freschezza e intensita' emotiva, dischiude il suo scrigno ricco di rari, talvolta ineguagliabili tesori archeologi e storici, che testimoniano di una millenaria presenza antropica, ma soprattutto naturalistici, in quanto racchiude una prodigiosa unicita' di biodiversita' animale e vegetale". Ma la Giara, per Tocco, rappresenta anche un luogo esemplare dove "l'uomo puo' ritrovare quelle emozioni, indescrivibili ed appaganti interiormente, che solo la forza attrattiva e produttiva del territorio, la peculiarita' dell'ecosistema, la bellezza della natura e la maestosita' del paesaggio possono sprigionare". La varieta' dei lussureggianti colori e l'effluvio della fragranza degli avvolgenti profumi stagionali di cui si ammanta la Giara, spazio silente, ma animato dagli impercettibili suoni della sua vitalita', invitano alla riflessione, a riscoprire se stessi, a interiorizzare, come in un sogno che si dissolve, la tranquillita' e la pace di uno spazio inimmaginabile in cui a dominare e' una natura incontaminata e selvaggia. (segue)




