Palermo, 18 giugno (Adnkronos) - Per indicare la droga e la sua contropartita in denaro parlavano di "carne di cavallo", di "felpe" o "magliette", "olio" e "vino". A volte usavano anche espressioni fantasiose, come "un treno di gomme con la scritta verde", per distinguere il carico di marijuana da quello di cocaina. E' uno dei retroscena dell'operazione 'Nickname', che all'alba di oggi ha portato all'arresto di 38 persone, tra cui 5 minorenni. Per tutti l'accusa a vario titolo e' di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti . Il linguaggio convenzionale, pero', non ha impedito la decodificazione dei discorsi. Infatti, il riferimento a prodotti, quali la "carne di cavallo" o alla "munnizza" per alludere allo stupefacente, era del tutto incoerente con il contesto o l'attivita' lavorativa svolta dagli interlocutori. Inoltre, spiegano gli investigatori, "la natura allusiva e criptica delle conversazioni intercettate risultava dal fatto che erano evidentemente incongrue ed illogiche se considerate nel contesto complessivo della situazione invece che nelle singole frasi (per esempio quando un indagato chiedeva ad un altro di fare arrivare 'due birre'al bar)". Allusivi erano anche i riferimenti alla presenza di forze di Polizia ("i cani senza…", ossia i poliziotti senza divisa, in borghese), mentre alcuni telefoni, utilizzati esclusivamente per l'attivita' di spaccio e non per questioni personali, erano chiamati "i telefoni della ditta".



