(Adnkronos) - Dall'analisi della documentazione sequestrata nelle Marche sono successivamente emerse connessioni con altri trafficanti, che periodicamente si recavano in Ungheria, Germania e Repubblica Ceca per procurarsi piante. Per bloccare questo traffico sono stati organizzati dalla Forestale del Veneto posti di controllo sui valichi autostradali di Trieste, Tarvisio e del Brennero ed e' stato tenuto sotto controllo il cellulare di un trafficante milanese, titolare di una societa' di vendita on line di piante, al fine di localizzarlo e rintracciarlo, come e' avvenuto a fine aprile in provincia di Rovigo, al termine dell'inseguimento di un furgone carico di piante su cui viaggiava accompagnato da un altro trafficante. Sono 6 le persone denunciate, incluso il trafficante ungherese, in questa fase di attivita' investigativa che ha portato al sequestro di 7 piante cactacee e di circa 60 esemplari di Peyote, oltre alla emissione di sanzioni per un totale di oltre 20.000 euro. La maggior parte delle piante sequestrate saranno affidate agli orti botanici di alcune strutture universitarie dove oltre ad essere preservate saranno oggetto di ricerca scientifica. Molto diffuso a livello internazionale e' il fenomeno dell'importazione illegale di piante protette prelevate dai deserti cileni e messicani e immesse sul mercato per essere vendute a vivaisti e collezionisti. Alcune tra queste specie vegetali sono in grave pericolo di estinzione a causa di questa raccolta indiscriminata. Basti pensare che nel Nord America negli ultimi quattro anni sono state importate illegalmente oltre 100mila piante per un valore di circa 3 milioni di dollari. L'Italia e l'Europa sono tra i principali importatori insieme a Canada e Australia.



