(Adnkronos) - Secondo l'Usr, "i contingenti assegnati al Veneto dal Ministero sono insufficienti in quanto l'incremento degli alunni rispetto a quelli attualmente frequentanti e' pari a 6.120 e non a 2.712, come ipotizzato dal Ministero, con uno scarto quindi di 3.408 studenti in piu' e come risulti di conseguenza difficoltoso gestire un contingente del tutto inadeguato e insufficiente a garantire, soprattutto nelle grandi province, la funzionalita' minima del servizio scolastico". Pertanto l'Usr sottolinea "l'assoluta indispensabilita', per garantire la funzionalita' minima del servizio scolastico e per evitare situazioni di evidente illegittimita' che sono destinate a sfociare in tensioni e in giuste proteste da parte dei Dirigenti Scolastici, dei docenti, e dei genitori e in sicuri contenziosi, di poter disporre di un incremento della dotazione organica complessiva di questa regione, quantificata in almeno 150 posti, laddove le decisioni del Ministero di ridurre il personale suscita grande preoccupazione nei dirigenti scolastici del Veneto, per il timore di dover gestire classi con 29, 30, 31, 32, 33 e a volte 34 studenti, senza alcuna considerazione per i diritti degli alunni disabili, oltre che degli altri studenti". Per illustrare a pieno la portata del fenomeno, l'Usr segnala al Ministero e porta come esempio "la situazione della provincia di Vicenza dove, per rispettare il contingente assegnato, dovranno essere ridotte 19 classi, e la stessa criticita' si evidenza a Treviso (provincia in cui si e' registrato un incremento di oltre 1000 alunni), Venezia e Verona. Nella provincia di Venezia sono state accorpate 27 classi, nonostante la limitata capienza delle aule e la presenza di alunni disabili anche gravi. Nella provincia di Verona sara' necessario formare 44 classi con piu' di 30 alunni, 4 delle quali ospitano alunni disabili. In tutte le province, molte classi che accolgono alunni disabili non sono rispettose dei parametri numerici fissati dal DPR n. 81/2009 e sono quindi costituite con piu' di 25 alunni, suscitando le inevitabili proteste dei genitori, dei docenti, dei Dirigenti scolastici e dei rappresentanti sindacali".



